domenica 6 marzo 2016

Isolotto di Ponte San Pietro, pronta la riqualificazione

Dopo cinquant’anni di vincoli urbanistici e decenni di abbandono e degrado, "l’Isolotto" di Ponte San Pietro è oggetto di una riqualificazione.
 


Dopo cinquant’anni di vincoli urbanistici senza alcuna acquisizione pubblica – come sarebbe d’obbligo in base alle leggi vigenti – dopo decenni e decenni di abbandono e degrado, utilizzi illegali di varia natura, al punto di identificare “l’Isolotto” di Ponte San Pietro come uno dei luoghi di appuntamento del malaffare di ogni tipo più frequentati, finalmente ci siamo.
L’Amministrazione Comunale presieduta dal sindaco Valerio Baraldi e la disponibilità anche propositiva della proprietà di parte dell’area hanno fatto sì che la soluzione sia ormai giunta al termine, dopo un percorso lungo e complicato.

 
Lo scorso anno si era ad un passo dalla approvazione del Programma Integrato di Intervento (PII) che prevedeva la cessione al Comune di circa 75.000 metri quadri di area destinata a parco urbano a fronte della edificazione privata di circa 15.000 mc. destinati a residenza.

Concluso l’iter di Valutazione Ambientale di tale P.I.I., la contemporanea entrata in vigore della Legge Regionale 31 e delle relative guide applicative (normativa inerente la limitazione del consumo di suolo), l’Amministrazione Comunale si è trovata costretta ad archiviare la pratica.

Tuttavia i contatti con la proprietà sono proseguiti fino a raggiungere un nuovo e positivo accordo, al quale ha dato il via anche la Giunta Comunale.

 
Si tratta in sostanza di una permuta: al Comune la cessione di circa 90.000 metri quadri inseriti nell’Isolotto, al privato la cessione di un terreno edificabile di proprietà comunale, circa 5.000 metri quadri in prossimità del Policlinico, in zona via Forlanini, in aggiunta a circa 400.000 euro che il Comune dovrà sborsare, anche a rate, per la differenza fra il valore d’esproprio dell’area dell’Isolotto ed il minore valore commerciale dell’area comunale, visto l’enorme divario delle superfici oggetto della permuta.

 
Ora si è in dirittura d’arrivo: l’Agenzia del Demanio è in procinto di approvare le perizie estimative delle due aree trasmesse dall’ufficio tecnico comunale lo scorso dicembre 2015, mentre il Giudice Minorile – essendo comproprietario dell’area Isolotto anche un minore – esprimerà a breve il parere di competenza.


Entro la fine di febbraio il tutto si concluderà con la dovuta delibera di Consiglio Comunale che ratificherà e renderà pienamente operativo l’accordo tra pubblico e privato.


La riqualificazione dell’area segna un punto a favore per l’Amministrazione Baraldi che è riuscita nell’intento di dare alla popolazione di Ponte San Pietro e dei Comuni vicini un grande spazio naturale, di gestione pubblica in accordo con il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale ) del Brembo, bonificato e riqualificato, fruibile in tutta tranquillità e sicurezza.


Un grande risultato, un fiore all’occhiello per il Sindaco Baraldi e per l’Amministrazione da lui guidata.


Bergamonews - 20 febbraio 2016

giovedì 7 gennaio 2016

Ponte San Pietro, alta tensione in vista delle elezioni



I comitati: su la guardia
Verso le amministrative. Lega commissariata e divisa.
Continua il gelo tra lista della Reduzzi e il Pd.
I gruppi di cittadini: «Basta amministratori funamboli»

Si scalda il clima a Ponte San Pietro in vista delle prossime elezioni amministrative.

Se Lega e centrosinistra sembrano in alto mare nella ricerca del candidato sindaco, i comitati civici alzano la guardia, soprattutto dopo l’ultimo Consiglio comunale che ha visto adottati (con i soli voti favorevoli della maggioranza lumbard) il piano attuativo del centro di interscambio e la variante generale al Piano di governo del territorio, con nuove edificazioni.

 I partiti e i movimenti politici del territorio stanno attraversando tensioni interne. La Lega, commissariata a Ponte, è spaccata tra i sostenitori dell’attuale vicesindaco Marzio Zirafa e quelli del sindaco uscente Valerio

Baraldi. La segreteria provinciale ha già fatto sapere che non ci sono i tempi tecnici per trovare un nuovo segretario di sezione che gestisca la fase elettorale. A gennaio, quindi, bisognerà evitare una spaccatura fratricida. Non va meglio sul fronte opposto, dove non corre buon sangue tra la lista «Ponte per cittadini protagonisti» - che vede capogruppo l’ex sindaco Giuliana Reduzzi, tesserata Pd - e il circolo locale del partito guidato da Pierluigi Toccagni.

Sul sito della lista civica non mancano le frecciatine. Sull’home page si legge: «Pierluigi Toccagni, prendendo le distanze dalla nostra lista, ha affermato che Giuliana Reduzzi e Luigi Togni non sono consiglieri del Pd: per qualche istante abbiamo temuto il contrario. I consiglieri Reduzzi e Togni votano in Consiglio in ossequio a quanto discusso e approvato in assemblea di lista e non secondo quanto stabilito in altri consessi politici».

 Per capire l’aria che tira, basta poi citare la frase che qualcuno negli ambienti dem si è lasciato sfuggire: «A Ponte siamo messi peggio che a Treviglio», dove è nota la situazione travagliata del Pd.

I comitati civici

Osservatori della situazione restano i tre comitati civici di Ponte San Pietro (Altra Ponte, L’Isolotto e Gruppo amici dell’Isolotto) che godono del sostegno delle associazioni Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf e forum

«Salviamo il paesaggio». In una nota Carlo Sangalli, del comitato civico Altra Ponte, mette in evidenza come «le ultime tre quattro amministrazioni abbiano rinunciato a fare ogni sforzo per mantenere un certo grado di attrattività, a fare rimanere Ponte di un certo livello. Ormai è tutto degradato e abbandonato ».

Il «focus» è soprattutto sul consumo del suolo e l’incentivazione della grande distribuzione, temi appunto al centro dell’ultimo Consiglio comunale, durante il quale è stato adottato il piano del nuovo polo di interscambio (che prevede 10  mila metri quadri commerciali, frazionati in più unità), progetto che ha attraversato almeno due Giunte.

Nel documento Sangalli fa notare come dalla periferia di Bergamo a Mapello (e oltre) ci sia già una congestione di centri commerciali - «che stanno soppiantando i negozi di vicinato» - stigmatizzando i meccanismi che portano le amministrazioni a fare queste scelte. «Chiudono gli occhi, più o meno colpevolmente, davanti al proliferare di edificazioni del tutto prive di ragioni commerciali. Il tutto per avere in cambio opere pubbliche che vengono valutate due tre volte il loro valore reale.
 
Naturalmentedi ciò ci si rende conto solo dopo qualche anno, quando le si vedono malmesse e bisognose di manutenzioni robuste». Da qui la critica dei «salti acrobatici di certi amministratori- funamboli», con la contraddittorietà degli obiettivi di tutela del territorio e dell’ambiente che sbandierano, consentendo invece la cementificazione delle ultime aree verdi o coltivate rimaste».

BENEDETTA RAVIZZA
L'Eco di Bergamo 7 gennaio 2016

lunedì 30 novembre 2015

Per non dimenticare



Il 1° dicembre del 1923 alle ore 7:15 la diga crollò.

Sei milioni di metri cubi d'acqua, fango e detriti precipitarono dal bacino artificiale a circa 1.500 metri di quota, dirigendosi verso il lago d'Iseo, lasciando alle proprie spalle 356 morti, anche se i numeri sono ancora oggi incerti.
 
1 dicembre 1923: il disastro del Gleno
http://youtu.be/1azXNJxML5g